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Il lockdown ed il mondo degli eventi in Sardegna: intervista a Lorenzo Fasolo

Una perdita di fatturato per il settore eventi stimata attorno ai 750milioni di euro e tanta paura del domani, ecco i motivi che fanno partire GECS - Gruppo Eventi Comunicazione Sardegna

Il lockdown ci ha mostrato una paura che va di pari passo con quella del contagio: l’incertezza del domani. Una paura che ha iniziato a palesarsi a febbraio, quando dalla Lombardia, mentre le vie principali di Milano vivevano ancora lo scintillio della settimana della moda, arrivavano i primi segnali di qualcosa che non aveva precedenti.

“I dubbi dei nostri clienti, le date degli eventi rimandate più volte: erano indizi preoccupanti”

Inizia così il racconto di Lorenzo Fasolo, nato a Padova, sceglie Cagliari per vivere, mentre cercava un posto dove lavorare sentendosi libero, fuori dalle regole milanesi dove era cresciuto professionalmente.

Lorenzo parla di Cagliari come un posto dove libertà è sinonimo di natura, ma anche di scelta e di misura dell’individuo, che non viene mai meno, neanche di fronte al lavoro quotidiano.

“Ho sempre l’impressione che qui le persone siano più raggiungibili che altrove”

“La tua azienda di cosa si occupa?”

“Siamo una casa di produzione creativa che realizza eventi sulla base delle esigenze del cliente”

“Alcuni di questi sono molto prestigiosi, qual è stato il segreto del successo?”

“La nostra carta vincente è stata la creatività e la passione. Per sapere se un evento funzionerà non puoi non viverlo, così noi lo facciamo vivere al cliente in fase di progettazione. Solitamente accade che molti nuovi clienti ci contattino perché hanno partecipato a nostre realizzazioni: l’unico modo per capire la craetività non è spiegarla ma viverla!”

“Torniamo a quanto è accaduto da febbraio in poi. Cosa è successo alla tua azienda?”

“Abbiamo fatto l’ultimo lavoro a inizio febbraio. Dopo di che ci siamo visti costretti a fare scelte dolorose per noi e per i nostri dipendenti. Ora siamo tutti a casa, tranne io che vado in ufficio per sbrigare i compiti dell’amministrazione. Cerchiamo di inventarci nuove idee per salvare il nostro lavoro ma con enormi dubbi per il futuro”

“Possiamo già fare una stima del danno economico al mondo degli eventi?”

“È un danno gravissimo del quale ancora si fa finta di non accorgersi. Iniziamo da un dato certo, quello dei matrimoni: ne sono stati annullati 5mila, con una perdita per questo settore di circa 250milioni di euro di fatturato. Mentre per il settore eventi in generale, facendo pochi semplici calcoli rispetto alle stime nazionali, deduciamo dolorosamente  che la perdita si aggira attorno ai 750milioni di euro di fatturato solo per la Sardegna, senza considerare una serie di eventi sardi che hanno una certa importanza per l’indotto, come, per esempio, le sagre”.

“Sembrano numeri enormi”

” Si, probabilmente sottostimati. La verità ed anche il problema è che noi del mondo degli eventi non sappiamo quanti siamo, chi siamo e quanto valiamo, cioè quanto di fatto fatturiamo. Per questi motivi ho creato una semplice pagina Facebook (GECS – Gruppo Eventi Comunicazione Sardegna) per coinvolgere tutti gli operatori perché sono davvero tantissimi e perché sono convinto che le voci e le ragioni unite siano più efficaci di una sola voce”

“Qual è l’obiettivo?”

“Voglio portare all’attenzione della Regione i nostri problemi e far notare che in Sardegna gli eventi sono fermi da novembre 2019, perché è in quel periodo che iniziano a rallentare. Per noi, quindi, la ripartenza non è ipotizzabile a settembre 2020, ma ad aprile 2021, quando riprenderà la stagione che ci da lavoro: capire questo significa capire che il ragionamento sulla cassa integrazione, sui mutui e sui finanziamenti dovrebbe tener conto di altre tempistiche rispetto a quelle palesate, se si vuole tenere in piedi questo settore”

“E sul fatto che non sapete quanto valete? Questo prescinde dai problemi sollevati dal covid”

“Esatto, sono problemi che esistono da tanto, ecco perché la Regione dovrebbe creare un contenitore apposito per la categoria eventi che è tagliata fuori da tanti bandi e finanziamenti proprio perché non ha il contenitore adatto. Ciò che abbiamo vissuto ha avuto l’effetto di una calamità naturale sul nostro raccolto, ci serve venga vista così, perché presto il problema economico sarà affincato da un ben più ingestibile problema sociale”

Anche SardegnaEventi24 che da tantissimi anni è il portale dedicato proprio agli eventi in Sardegna auspica che le esigenze del settore possano al più presto trovare soddisfazione. Se volete sostenere la causa, potete firmare la petizione che trovate su www.gecs.it

Maria Barca

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