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IL DIABETE IN SARDEGNA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

In Sardegna risultano soffrire di Diabete circa 120.000 persone. Alle necessità e ai bisogni di salute
strettamente legati alla patologia, si debbono purtroppo associare necessità e bisogni di natura
organizzativa e amministrativa fondamentali per garantire la corretta terapia a tutti. Pensiamo alle visite
di controllo periodiche, all’approvvigionamento di farmaci e presidi (insulina, siringhe, aghi cannule,
sensori e strisce per l’autocontrollo, etc.), al rinnovo dei piani terapeutici e delle diverse autorizzazioni e
certificazioni.
Queste condizioni, quelle propriamente che derivano dall’organizzazione in ambito sanitario, e che
impattano notevolmente sulla qualità della vita delle persone con diabete, sono quelle dove storicamente
si registrano le maggiori difficoltà e i maggiori ritardi con forti livelli di disuguaglianza rispetto alle altre
Regioni d’Italia.
Già lo scorso 21 gennaio la RSD convocata in audizione pubblica presso la VI Commissione della
Salute della Regione Sardegna ha avuto modo di segnalare diverse tra le maggiori problematiche
sulle quali si reputa necessario un intervento riorganizzativo, e tra queste ve ne sono certamente
alcune che, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria derivante dalla pandemia Covid‐
19, risultano improcrastinabili.

Non appare superfluo evidenziare che le indicazioni emanate dal Governo e dagli Organi Sanitari
auspicano la riduzione degli spostamenti delle persone, e che dai report sulle caratteristiche dei
pazienti deceduti positivi a COVID‐19 in Italia pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità, il Diabete mellito è per frequenza la seconda patologia osservata nei pazienti deceduti. Inoltre, la presenza
di più patologie preesistenti, molto frequente nelle persone con diabete, fa impennare la possibilità
di esito fatale dell’infezione.
Pertanto, in coerenza con gli attuali Decreti e Ordinanze, ma anche con le iniziative temporanee già
introdotte (vedi estensione della validità dei Piani Terapeutici scaduti o in scadenze nel periodo di
emergenza; dematerializzazione della ricetta rossa ancora obbligatoria per farmaci inseriti in piano
terapeutico e conseguente semplificazione per i pazienti con cronicità nel ritiro degli stessi), chiediamo
risposte immediate ed urgenti su:

1) istanza inviata all’Assessorato alla Sanità della Sardegna lo scorso 1 aprile, tesa a
rafforzare identica richiesta già inviata da Diabete Italia il 27 marzo u.s. (vedi allegati), e
relativa alla ulteriore semplificazione del processo di ritiro di farmaci e presidi presso
le farmacie Ospedaliere, meglio nota come distribuzione in forma diretta.
Questa modalità di approvvigionamento di farmaci, presidi e devices, riguarda un numero significativo
di pazienti (oltre 5000), e risulta fortemente problematica per i seguenti motivi:
 ridotta offerta di servizio erogato (apertura per solo poche ore alla settimana);
 la non capillarità delle strutture obbliga gli assistiti a spostamenti dal proprio Comune di
residenza con percorrenze anche di diverse decine di chilometri.
Per contro sono state avanzate tre possibili alternative organizzative:
 “previo appuntamento” presso i punti di distribuzione diretta;
 oppure presso le Farmacie private e convenzionate sul territorio attraverso l’estensione
della modalità DPC (Distribuzione Per Conto), modalità già in essere per altri farmaci e
materiali;
 oppure presso i punti di distribuzione diretta ma secondo una calendarizzazione basata
sulla lettera iniziale del cognome del paziente al fine di evitare lunghe attese o viaggi inutili.

2) Attivazione della Teleassistenza. In questo momento, in ottemperanza ai DPCM dell’8 e 9
marzo 2020, sono sospese le visite programmate presso i Servizi e gli ambulatori di
Diabetologia di tutta Italia. Ovviamente poiché il Diabete è patologia che è necessario gestire
quotidianamente, aldilà del grave momento di emergenza sanitaria, le Società Scientifiche di
AMD e SID (che rappresentano i medici diabetologi), insieme alle Associazioni dei pazienti,
hanno chiesto oltre quindici giorni fa all’Assessorato alla Sanità della Sardegna l’attivazione e
il riconoscimento della tele assistenza (già operativa su gran parte del territorio nazionale).
La modalità ovviamente ancorché non esaustiva come solo può essere una visita tradizionale,
risulta utile per soddisfare alcune importanti condizioni:
 viene comunque garantita una forma di assistenza terapeutica, escludendo quindi
possibili gravi conseguenze dall’interruzione della stessa;
 viene fornito il necessario supporto ai pazienti attraverso l’esame e la comprensione dei
dati glicemici giornalieri trasmessi per via telematica.
 è possibile intercettare casi di emergenza altrimenti sconosciuti e dagli esiti
potenzialmente incerti e gravi;
 si riducono i possibili accessi agli ambulatori dei MMG e dei pronto soccorso;

Dott. Riccardo Trentin
Presidente Feder. Rete Sarda Diabete

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