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Si rialza il sipario al MoMoTI per la terza edizione de Il Grande Teatro dei Piccoli • Monserrato.

Dal 22 gennaio la manifestazione targata Is Mascareddas ritorna nel teatro della compagnia (in via 31 marzo 1943 n. 20) a Monserrato (in Provincia di Cagliari) nella sua versione originale,quella di stagione: sei fine settimana fino all’11 aprile con spettacoli capaci di emozionare lo spettatore di ogni età e di riunire i bambini con i grandi in un’esperienza di crescita comune.

Racconti di formazione,scoperte fantastiche,la capacità della musica,del suono delle parole e delle figure in movimento di raccontare con immediatezza le verità della vita sono le suggestioni ispirate dal cartellone di spettacoli del terzo Grande Teatro dei Piccoli • Monserrato,un programma che si snoda lungo sei fine settimana: dodici le recite serali del sabato e della domenica,alle 18,più sei matinée riservati alle scuole,nell’appendice del lunedì,alle 10.30.

Vari i generi teatrali espressi dalle compagnie ospiti. In rappresentanza del teatro di burattini a guanto è di scena la compagnia di Lecco Il Cerchio Tondo. Per il teatro d’attore esordio sul palcoscenico del MoMoTI del gruppo piemontese Faber Teater e ritorno dei sassaresi La Botte e il Cilindro con un nuovo allestimento. Per la specialità delle marionette a filo arriva a Monserrato un maestro indiscusso,l’animatore di Barcellona Toni Zafra. Infine,per il teatro d’animazione contemporaneo sono presenti i padroni di casa Is Mascareddas e i ravennati Drammatico Vegetale.

Si parte sabato 22 e domenica 23 gennaio con Il Cerchio Tondo (matinée per le scuole con un’eccezionale doppia recita lunedì 24 e martedì 25),in scena con “Pinocchio – Le avventure di un burattino”. Basato sul testo originale dell’omonimo romanzo di Carlo Collodi,lo spettacolo dei registi,costruttori e animatori Marco Randellini e Monica Invitti,è ambientato in una grande baracca di legno,con fondali ispirati a quadri di Van Gogh e burattini a guanto. La piéce,realizzata con la supervisione del burattinaio Walter Broggini e arricchita dalle musiche originali della compagnia,indaga sul significato esistenziale del classico per l’infanzia,quello del dualismo tra corpo ed anima: un pezzo di legno diviene burattino per mezzo della mano dell’uomo e diventa testimone di un percorso di trasformazione che lo porta a diventare un essere in carne ed ossa dotato di sentimenti. La prima parte dello spettacolo è incentrata sulla nascita di Pinocchio e sulle sue esperienze interiori,rappresentate nell’ambiente casa. Poi,attraverso la fuga,Pinocchio scopre il mondo esterno,i personaggi si moltiplicano,gli ambienti cambiano. Il ritmo diventa incalzante e la trasformazione coinvolge persino la baracca,per giungere all’epilogo con finale a sorpresa.

Ad un altro illustre autore di letteratura italiana per ragazzi si ispira “Filastrocche in cielo,in terra e in mare”,lo spettacolo de La Botte e il Cilindro dedicato a Gianni Rodari e a Virgilio Savona de Il Quartetto Cetra,che musicò le celebri filastrocche dello scrittore e pedagogista. La piéce scritta e diretta da Sante Maurizi,interpretata da Daniela Cossiga,con le musiche eseguite da Salvatore Delogu,è in programma sabato 5 e domenica 6 febbraio (matinée per le scuole lunedì 7). In “Filastrocche in cielo,in terra e in mare” sono raccontate le piccole storie in versi inventate da Rodari,come «fattorino in bicicletta dove corri con tanta fretta?…» o «filastrocca impertinente,chi sta zitto non dice niente…»,delle storie di per sé “animate” dalla rima e da melodie elementari,su cui Virgilio Savona e la sua compagna di vita e d’arte Lucia Mannucci hanno cucito addosso delle vere e proprie note musicali in sincrono con il ritmo delle parole,realizzando l’effetto di un gioco nel gioco.

Il terzo appuntamento de Il Grande Teatro dei Piccoli • Monserrato è con il Teatro Tradicional de Marionetas Toni Zafra,sabato 26 e domenica 27 febbraio (matinée per le scuole lunedì 28)
L’animatore catalano presenta “Mondo Nano”,otto numeri classici per solista tratti dalla fantasia e dalla varietà di immagini del mondo gitano del circo. Agli spettatori viene offerta una esibizione di personaggi nello stile del cabaret in cui gli uomini,gli animali e gli oggetti parlano attraverso il linguaggio del movimento. In un teatrino tradizionale di marionette prendono vita delle figure ideate da alcune delle più prestigiose famiglie europee di marionettisti vissuti tra il XVIII e il XIX secolo: Silvestre,che realizza numeri di equilibrio acrobatico con un bilanciere,Los Moreno,altra creatura di saltimbanco circense,il fotografo Señor Gratacós,che invita il pubblico a partecipare ad una divertente foto di gruppo.

Dal teatro tradizionale di marionette a quello di ricerca espresso da Drammatico Vegetale: la compagnia di Ravenna è la successiva protagonista della stagione di Is Mascareddas con “Tre volte Andersen”,in programma sabato 12 e domenica 13 marzo (matinée per le scuole lunedì 14). Lo spettacolo,scritto da Pietro Fenati e interpretato dall’autore in duo con Elvira Mascanzoni,ha il tratto artistico che contraddistingue l’originalità della produzione di Drammatico Vegetale: la capacità di transitare attraverso più linguaggi drammaturgici,dal teatro di narrazione,al teatro d’ombre,fino al teatro di marionette.
In “Tre volte Andersen” lo scrittore danese è citato utilizzando proprio gli ingredienti più significativi del suo mondo di fantasia,che vengono combinati,per tre volte,in differenti maniere. Il teatro di narrazione dialoga con le figurine di un teatro delle ombre ricavato in un
vecchio tamburo,che a sua volta si confonde con quel teatro di marionette tanto amato da Andersen. Una scatola di cartone trasformata in teatrino di figure,una forbice e poco altro,alimentano i racconti de La principessa sul pisello,de Le due lumachine della Famiglia Felice e del Tenace soldatino di stagno.

Sabato 26 e domenica 27 marzo (matinée per le scuole lunedì 28) è volta di Faber Teater con “I Viaggi di Gulliver”,adattamento dall’omonimo romanzo di Jonathan Swift firmato e diretto da Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone. Dallo spettacolo della compagnia di Chivasso emergono due temi portanti nell’opera dello scrittore irlandese: il luogo narrativo delle peregrinazioni di un viaggiatore affascinato dall’ignoto e armato esclusivamente di un illuministico senso della ragione e di spirito di osservazione,e la dimensione didascalica del romanzo,come strumento di critica alla società attraverso la metafora di una storia surreale,per evidenziare la boria,la tracotanza,la corruzione e l’ingiustizia degli uomini. Lo spettacolo,interpretato da Lodovico Bordignon e Sebastiano Amadio e sostenuto da un tappeto sonoro di musiche e rumori creati sulla scena,che intervengono come terzo personaggio,riporta agli occhi ed alle orecchie del pubblico la stessa magia dei viaggi di Lemuel Gulliver e,nello stesso tempo,la sobria ma ironica riflessione che Swift stesso lascia affiorare tra le righe del proprio romanzo.

Il compito di chiudere la stagione spetta a Is Mascareddas,in scena sabato 9 e domenica 10 aprile (matinée per le scuole lunedì 11) con lo spettacolo di animazione di sessanta figure lignee “Giacomina e il popolo di legno”,ultima storia di un viaggio dentro un mondo “altro

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